Liturgia

AVVENTO: nell’attesa del Signore Gesù, misericordia del Padre

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Carissimi parrocchiani, si apre davanti a noi il grande tempo dell’Avvento: tempo di attesa, tempo di speranza, e, per grazia di Dio, anche tempo di misericordia! Con l’Avvento entriamo infatti nell’Anno Santo della misericordia, voluto dal Santo Padre Francesco come segno della infinita bontà di Dio riversata nei nostri cuori. Questa bontà si è fatta vicino a noi nella persona di Gesù, il Figlio di Dio nato a Betlemme dalla Vergine Maria.

Questo tempo santo ci deve preparare quindi a vivere la grande speranza cristiana nella luce della misericordia di Dio, perché «nella speranza siamo stati salvati» (Rom 8,24). Il Dio rivelato a noi dal Cristo è infatti il Dio Padre di speranza e misericordia che in Cristo realizza tutte le promesse, le attese dell’umanità. Senza Cristo infatti noi siamo privi di autentiche sicurezze, perché lui solo è la nostra speranza per il fatto che la grande misericordia di Dio ha fatto si che «da morti che eravamo per i peccati, potessimo rivivere con Cristo» (Ef 2,4).

L’Avvento diventa così, per tutta la Chiesa, anche il tempo liturgico della grande educazione alla speranza cristiana e alla misericordia. Siamo tutti chiamati a vivere la divina misericordia in Gesù, in questa nostra società segnata da mille contraddizioni e problemi, di fronte ai quali, spesso, rimaniamo perplessi, se non scoraggiati, constatando la nostra fragilità e inadeguatezza.

Speranza e misericordia sono anche l’architrave che sorregge la vita della Chiesa, per questo Papa Francesco ci invita, in questo Anno Santo, a «mostrate il volto misericordioso di Dio», per raggiungere le persone nel profondo del loro essere, perché siano toccate dal suo amore. Questo sacro tempo ci prepari un cuore misericordioso per incontrare la bontà di Dio nella persona del Bambino Gesù.

Il parroco

don Mario Conti

Quaresima 2015

MERCOLEDI’ DELLE CENERI – 18 febbraio

Giorno di digiuno ed astinenza, inizio del cammino quaresimale

  • Parrocchia – ore 18,00
  • S. Timoteo. ore 17,00

Celebrazione Eucaristica con la benedizione ed imposizione delle Sacre Ceneri.

MEDITAZIONE QUARESIMALE

Ogni giorno in tutte le Sante Messe.

RITO DELLA “VIA CRUCIS”

Ogni Venerdì

  • Parrocchia: al termine della Santa Messa delle ore 18
  • S. Timoteo: al termine della S. Messa delle ore 17,00

Nei venerdì di Quaresima è ripresa l’astinenza dalla carne

ADORAZIONE EUCARISTICA

  • In Parrocchia: Primo Giovedì del mese – ore 17/18
  • Terzo Mercoledì del mese – ore 20 a S. Timoteo con i giovani

GIORNATA DI PREGHIERA PENITENZIALE

Su suggerimento di Papa Francesco
il giorno 13 marzo
celebriamo una giornata eucaristica penitenziale

Esposizione solenne continuata del Santissimo Sacramento
dalle ore 9 alle ore 18.
Confessioni: ore 16,30 – 18,30.

QUARESIMA DI CARITA’
Domenica 22 marzo
Giornata della CARITAS, parrocchiale e diocesana

INCONTRI DI CATECHESI
BIBLICA

A S. Timoteo ore 19,00
I lunedì di quaresima:
23 febbrario; 2 marzo, 16 marzo; 23 marzo; 30 marzo
Tema: a) Lettura del libro dell’Esodo: Israele diventa il popolo di Dio b) Passione del Signore secondo Marco

In parrocchia: catechesi quaresimale di Prefettura
9 marzo: ore 19,00
Tema: L’esortazione apostolica di Papa Francesco: Evangelii Gaudium

VIA CRUCIS A SAN PAOLO
27 marzo

organizzata dalle Parrocchie della Prefettura: vedi manifesto a parte.


IL VANGELO DI MARCO

IL PROLGO

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“Principio del Vangelo di Gesù Cristo figlio di Dio” (1,1)

 

Questa icona bizantina racchiude in sintesi il mistero di Gesù come è presentato dall’evangelista Marco all’inizio del suo Vangelo.

Questo è l’inizio della

“buona notizia” di

Gesù-salvezza,

il Cristo (Messia),

il Figlio di Dio

Ι      ησους       =             Gesù

Χ     ριστος    =           Cristo

Θ    έοϋ         =           di Dio

Υ     ιοϋ         =            figlio

Σ     ωτήρ      =           Salvatore

 

Il Vangelo di Marco ci accompagnerà nelle domeniche di questo anno liturgico. Proponiamo qui una breve sintesi del suo Vangelo per comprendere meglio il messaggio che l’evangelista ha voluto comunicare alla comunità cristiana per la quale ha indirizzato il suo Vangelo e quindi anche a noi oggi.

“Principio del Vangelo di Gesù Cristo figlio di Dio” (1,1)

Sono cinque parole in cui è condensato tutto il suo messaggio evangelico

 

* Principio:         (è un “archè) è un “inizio” di qualcosa di nuovo.

È come il “principio” di una nuova creazione:

  • ci rimanda a quel “in principio” della creazione del mondo che troviamo in Gen.1,1
  • questo inizio lo troveremo anche nel Prologo di Giovanni: “en archè…”, “In principio era il Verbo”

– Siamo quindi al fondamento, al nocciolo di una serie di eventi che sono una “buona notizia”.

– Possiamo dire di essere di fronte alla “pietra angolare” di tutto ciò che si vuol costruire.

 

* del Vangelo     (di un “euanghelio”): questo inizio, questa pietra angolare, questo fondamento non è un libro, ma un “lieto annunzio”.

– Per la cultura greco-romana (cui Marco indirizza il suo scritto) la parola “evanghelio” richiama:

  • l’annuncio di una vittoria strepitosa sui nemici dell’impero;
  • l’annuncio gioioso della nascita del principe ereditario (la nascita di Augusto era stata considerata un “evanghelio”, una “bella notizia” che dava certezza, stabilità alla dinastia, quindi segno di pace.
  • Per l’evangelista Marco questo lieto annuncio è una persona ben più grande dell’imperatore romano.

 

* di Gesù:   questa “lieta notizia” è applicato ad una persona: GESÙ di Nazareth, e al suo messaggio di misericordia e di pace.

è la venuta tra noi di Jeshua (Jawhè è salvezza), cioè della “salvezza del Signore”.

– Marco non conosce la narrazione della nascita di Gesù, quindi possiamo pensare che questa bella notizia è legata proprio alla nascita di Gesù: «vi dò una bella notizia che è venuto fra noi Gesù»

 

* Cristo: – questo Gesù non è un uomo qualsiasi egli è il il MESSIA, l’Unto, il Consacrato di Dio, il Cristo

  • Chi è il “MESSIA”? Un uomo prescelto da Dio e destinato a portare un regno di pace e di giustizia.
  • Nella Bibbia l’éra messianica è contrassegnata dalla benedizione di Dio e dalla sua shalom, dalla sua pace (cf Is 2; 11).

 

* Figlio di Dio:            è qui anticipato l’approdo finale del Vangelo di Marco: la rivelazione di Gesù Cristo come FIGLIO di DIO.

– Siamo di fronte alla prima “confessione di fede” della Chiesa primitiva venuta dal paganesimo, che riconosce in Gesù di Nazareth non solo l’identità di Messia ma anche quella di Dio venuto in mezzo a noi in umana carne.

 

* In questa definizione: «Gesù come “Cristo” e “Figlio di Dio» l’evangelista Marco ci ha designato le due grandi sezioni in cui si articola il suo Vangelo.

 

La prima parte: Mc 1,2-8,26:

Incontriamo la figura di un Gesù misterioso che si rivela pian piano. Gli studiosi biblici lo hanno chiamato con un temine particolare: il “segreto messianico”.

  • La gente si domanda: “chi è costui?”;
  • il demonio lo riconosce come “Figlio di Dio”, ma Gesù lo fa tacere;
  • compie segni particolari che destano stupore: «che è mai questo?…Comanda agli spiriti immondi e gli obbediscono» (Mc 1,27)

 

Mc 8,27-30: è il vertice della prima tappa.

È la cerniera fra la prima e la seconda parte;

  • abbiamo la rivelazione del secondo titolo:

“Tu sei il Cristo”, il Messia,

Israele però non comprende, è cieco, ha il cuore indurito.

 

La seconda parte: Mc 8,31-16,20

È sottolineata da due principi fondamentali:

  • il termine Via”: 8,27; 9,33-34; 10,17; 10,32.46.52 accompagnato da un altro vocabolo, la sequela” che richiama un cammino spirituale, 8,34; 10,21.28;
  • il termine Servo”: tutta la seconda parte è un viaggio che approda al mistero della passione e morte, vista da Marco come la passione del “Servo di Jahwè”.
    • Il suo punto finale è 15,39 dove il centurione pronuncia

quella professione di fede annunciata in apertura del Vangelo:

“Veramente quest’uomo era Figlio di Dio”.

La rivelazione piena del mistero di Gesù Cristo si ha solo sul Golgota, sulla croce.

L’evangelista Marco, nella professione di fede del Centurione, vede già implicita la risurrezione di Cristo.

Marco, con il suo vangelo, ci porta pian piano a comprendere che Gesù, il crocifisso è il Risorto, è la nostra unica salvezza.

Vi invito a leggere attentamente il suo vangelo con un cuore aperto e accogliente per scoprire il volto di Gesù, Messia e Signore della nostra vita.

 

Il parroco

Don Mario Conti

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LA FAMIGLIA DI NAZARET UN VERO MODELLO DI VITA

Fecero ritorno in Galilea, alla città di Nazaret. Il bambino Gesù cresceva e si fortificava, pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui.

Ad Abramo (I Lettura) che si lamenta di non avere figli, Dio promette una discendenza numerosa come le stelle: «se riesci a contarle». Nella Bibbia “contare” significa verificare, controllare… Abramo deve credere nella promessa senza poterla dominare. Può solo fidarsi, cioè credere, come ricorda la lettera agli Ebrei (II Lettura): «Per fede Abramo obbedì… e partì senza sapere dove andava». Anche Sara diviene madre nella fede. A loro volta Simeone e Anna, di cui ci parla il Vangelo, hanno saputo attendere nella fede e la loro attesa si è compiuta nell’incontro con Gesù. Celebriamo oggi la Santa Famiglia e la liturgia ci offre questa luce preziosa: più che su legami di carne e di sangue le nostre relazioni si fondano sulla fede. Dalla fiducia in Dio nasce quella reciproca fiducia di cui le nostre relazioni hanno assoluto bisogno. E quello così aperto dalla fiducia diviene lo spazio in cui lo Spirito elargisce i suoi doni.

Fr Luca Fallica, Comunità SS.ma Trinità, Dumenz

OTTAVA DI NATALE

29 L Gloria nei cieli e gioia sulla terra. Nel primogenito è rappresentato il popolo dell’alleanza, appartenente a Dio. Il voluto silenzio sul riscatto di Gesù rivela la sua esclusiva appartenenza a Dio. S. Tommaso Becket; S. Davide. 1Gv 2,3-11; Sal 95/96,1-3.6; Lc 2,22-35.

30 M Gloria nei cieli e gioia sulla terra. Nell’oscurità di Nazaret, il bambino Gesù si sviluppa fino allo stato di adulto, assumendo i vari stadi dell’età e i loro condizionamenti, santificando così tutti i momenti della vita umana. S. Felice; S. Giocondo. 1Gv 2,12-17; Sal 95/96,7-10; Lc 2,36-40.

31 M Gloria nei cieli e gioia sulla terra. L’umiltà dell’incarnazione non deve far dimenticare la maestà del Verbo, che per salvarci è venuto ad abitare in mezzo a noi. 1Gv 2,18-21; Sal 95/96,1-2.11-13; Gv 1,1-18.

1 G Solennità della Madre di Dio (S. Fulgenzio) Nm 6,22-27; Sal 66/67,2-3.5-6.8; Gal 4,4-7; Lc 2,16-21.

2 V Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno, vescovi e dottori della Chiesa.Memoria (bianco). Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore. Giovanni Battista si presenta come la “voce” che deve annunciare la venuta del Signore e preparargli la via. Il suo battesimo nell’acqua, infatti, ha solo lo scopo penitenziale di una purificazione preparatoria. 1Gv 2,22-28; Sal 97/98,1-4; Gv 1,19-28.

3 S Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore. Oppure: Esultiamo nel Signore, nostra salvezza. Tre sono le grandi testimonianze di Giovanni su Gesù: egli è l’agnello di Dio; Gesù battezzerà nello Spirito Santo; Gesù è il Figlio di Dio. Santissimo Nome di Gesù (m.f). 1 Gv 2,29 – 3,5; Sal 97/98,1.3-6; Gv 1,29-34.

4 D II Domenica dopo Natale (S. Angela da Foligno)
Sir 24,1-4;12-16; Sal 147/148,12-15.19-20; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18

fonte:La Domenica